Gian Maria Volonté

volonte_mod_WEBIl Bistrò del Tempo Ritrovato, a Milano, ha proposto una conferenza sul nuovo libro biografico su Gian Maria Volonté scritto dal torinese Mirko Capozzoli.

Il volume abbraccia tutto l’arco narrativo e di vita del grande attore torinese, nato a Milano, vissuto un po’ in Francia, studente a Roma, esule di nuovo in Francia e in sudamerica e morto in Grecia intersecando, abilmente la vita pubblica e privata perché, per Volonté l’essere attore coincideva esattamente con il suo essere uomo. L’artista e l’uomo, in lui, erano coerenti nella medesima figura.

Close up of italian actor Gian Maria Volonté

Portrait of italian actor Gian Maria Volonté, unkempt, looking to the photographer with a half smile. Opatija (Croatia), 1970.

Capozzoli ha sfruttato il Fondo Volonté a Torino per recuperare materiale inedito e intervistare Carla Gravina, la sua seconda moglie, Giovanna, la sua unica figlia, quindi la terza moglie e altre figure quasi mai interpellate. Per scrivere una biografia sul personaggio Volonté Capozzoli ha fatto un lavoro di cesello e intarsio degno di un restauratore, nonostante periodi bui o poco conosciuti come quelli dell’esilio in Francia e del suo chiaro sostegno alla fuga dei compagni comunisti condannati in Italia.

Quello che ha incuriosito e coinvolto di più la discussione e anche l’assemblea presente è stata la sua apparente incoerenza tra il suo essere comunista, quindi sostenitore della classe operaia alla quale, evidentemente, non apparteneva, e il suo essere artista ben pagato.La-Maddalena

C’è da dire che Volonté, a dire di Capozzoli, è stato uno dei comunisti/artisti più coerenti d’Italia. Ha rifiutato grandi film e grandi compensi per mantenere il suo ideale, ricevendo pur tuttavia critiche feroci. Rifiutò Metti una sera a cena di Patroni Griffi del 1969, rifiutò Il Casanova di Fellini per ben 400 milioni dell’epoca e, su tutti, rifiutò le sirene di Hollywood. Non è mai stato per arroganza che ha rifiutato premi e mondanità.

In Italia abbiamo questa insana abitudine di definire chi è comunista e chi è capitalista. Il primo deve essere povero e operaio, il secondo deve essere ricco e di destra, possibilmente menefreghista e arrogante. Ai tempi di Volonté la divisione era molto più netta e le persone ci credevano e non è ridicolo pensare che lo stesso attore fosse fermamente convinto di quella idea. Così facendo, soprattutto oggi, si ritiene che uno che guadagna tanto debba essere di destra e uno che fa un lavoro più umile debba schierarsi con i comunisti, se questa parola ha ancora senso. La divisione delle mansioni non esiste più e anche ai tempi di Volonté era solo un modo per creare disparità ulteriori. Se il concetto fosse stato giusto allora un talento come Volonté avrebbe dovuto guadagnare poco per essere coerente, ma l’artista richiede un finanziamento maggiore per essere credibile e far bene il suo lavoro. L’artista ha necessità di isolarsi e solo il denaro dà questa possibilità. E’ banale considerare l’artista come un manovale e ancor più banale è pensare che sia un dio, come oggi in molti pensano. E’ solo un uomo che ha l’onere e l’onore di elevare il grado spirituale dei suoi simili. Di arte ne hanno bisogno tutti, senza ipocrisie.

indagine-su-un-cittadino-al-di-sopra-di-ogni sospettoLa bellezza la crea solo l’arte e non esiste ingiustizia ad essere pagati di più e meglio per un lavoro intellettuale che ha lo stesso dispendio di forze di qualsiasi altro lavoro. Volonté si sentì in colpa di essere ricco e cercò sempre di condividere, con chi ne aveva bisogno, il suo denaro, lasciando quasi niente in eredità.

Per essere ricchi non bisogna essere intelligenti, ma per mantenere la ricchezza e valorizzarla con le persone che si amano richiede una mente onesta e brillante. Volonté, anche se non si condivide la sua linea politica, ha ammaliato con la sua recitazione tutti, tanto che in America è considerato il più grande attore italiano di sempre. L’arte supera le barriere sociali e politiche e la continua, ancora oggi, bagarre sul comunista ricco è alquanto inutile e deleteria.

Perché, ad alcuni, dà tanto fastidio che un artista, anche di sinistra, guadagni tanti soldi? Forse è l’invidia o un senso di inferiorità e malignità insito nell’italiano medio che cerca la strada più semplice per arrivare al successo. Chi, come Volonté, ha sofferto non poco per arrivare al suo livello non può provocare una gelosia così stupida e abietta solo perché ha cercato di essere coerente con se stesso. Si può essere ricchi e comunisti. Si può essere di destra e poveri. Si può essere di destra e generosi, comunisti e ottusi, comunisti cattolici, di destra e omosessuali, artisti apolitici etc…

j4cbFhoC7A7ONeM9oln1hJ0U74AL’arte dovrebbe unire e non dividere. Volonté, ancora oggi, a 24 anni dalla morte, divide e unisce con grande imparzialità chi lo ama e chi lo disdegna, ma il personaggio Volonté è molto più complicato di così e il libro di Capozzoli è un ottimo motivo per approfondirlo e cercare di capirlo meglio.

L’uomo Volonté era ed è davvero un Attore Contro.

Ramsis D. Bentivoglio

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