Joker – film

C’è tanta storia del cinema dentro Joker, dagli incubi cupi ed espressionisti de L’uomo che ride di Leni, passando per il tramp di Charlot di Tempi moderni per arrivare a Il Corvo di Proyas del 1994.

 

 

Il Joker di Phillips allarga la gamma della disperazione della nostra società imboccando un personaggio borderline con frasi fin troppo politicamente scorrette per essere accettate, ma forse quanto mai vere oggi. Il disagio sociale si affianca e si lega a filo doppio alle catastrofi famigliari degli ultimi 30 anni, dalla dissolvenza della figura paterna alle tragedie delle adozioni e dei centri psichiatrici.

Arthur Fleck, Joker, ha sempre vissuto in un mondo che non lo ha accettato, trattandolo senza alcun riguardo e scartandolo come cibo spazzatura nelle fogne dell’indifferenza. La sua famiglia, nell’unica persona della madre, lo ha mantenuto nell’emarginazione crescendolo nella menzogna e nei soprusi. Un uomo non può sopportare tutto questo senza dilagare nella follia e nella violenza più estrema. La società americana è un ottimo teatro scenico per storie di questo livello e il clown, dai tempi di It a questa parte, ne è l’emblema perfetto. Pierrot era un pagliaccio triste, con la famosa lacrima, It attirava gli innocenti con il suo aspetto innocuo per poi sventrarli, Gacy, il famoso serial killer di adolescenti, avvicinava le sue vittime con la maschera goliardica del pagliaccio, Joker nasconde la sua tristezza dietro il sorriso perfido di un trucco da cabaret.

Joker racchiude in sé tutte le ferite emozionali che dall’infanzia possono esplodere in pura violenza. Il tradimento e l’abbandono paterno, il rifiuto per essere stato dato in adozione, la vergogna di non essere accettato dagli altri, l’umiliazione e la convinzione di non valere nulla. Arthur dice ad un certo punto all’assistente sociale di non sapere se esista veramente e solo dopo alcuni brutali omicidi, sente di avere consistenza. La mancanza di calore umano farebbe impazzire chiunque.

La società che gli Wayne hanno contribuito a creare ha intriso di veleno e sangue i poveri di Gotham, aizzandoli come cani rabbiosi verso il potere. Anche quando Thomas Wayne si candida a sindaco è evidente che la “feccia” della società non verrà aiutata in alcun modo. Arthur se ne rende conto e decide di fare qualcosa di estremo. Nessun ricco che voti un altro ricco potrà capire e aiutare veramente il povero che vive nelle fogne.

L’escalation di violenza scatenata da Joker è solo la punta dell’iceberg di una storia che è destinata a peggiorare.

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Il film mantiene un equilibrio stabile nonostante un personaggio al limite. E’ curioso come il film ponga le basi e indaghi sull’incoerenza che porterà il futuro Bruce Wayne a combattere quei delinquenti che il suo stesso padre ha aiutato a crescere e che ha nutrito con la sua alterigia e indifferenza. Bruce/Batman, in fondo, è figlio di quella violenza e di quella repressione.

Questo Joker nasconde in sé una ribellione alla figura paterna che non è stata in grado di difendere i propri figli, ma ha solo pensato alla propria ingordigia. Se ci pensiamo, tutti i supereroi e gli antieroi, vedi Pinguino e lo stesso Joker, sono stati abbandonati e rifiutati dai propri genitori. Gli eroi, se vogliamo fare gli psicologi, hanno trasformato quella rabbia in forza positiva, mentre gli antieroi l’hanno rafforzata e trasformata in arma di offesa.

Un ultimo aspetto interessante e stimolante è la maschera del Joker. Come detto questo personaggio può essere una sintesi di Gwynplaine dell’Uomo che ride di Hugo, di Erik de Il corvo e di Charlot. Tutte maschere comiche o tragiche con un fondo di disperazione senza salvezza. Come dice Arthur nel film prima di uccidere, “ho sempre creduto che la mia vita fosse una tragedia, invece è una commedia”.

Phoenix esprime con grande naturalezza una follia che gli appartiene e che sembra riesca a tradurre e a sfogare nell’arte, a differenza di Ledger che non resse al ruolo.

Uno dei più bei film dell’anno.

Voto 5/5locandina

News letterarie Bookabook – 3a parte

 

Carissimi,

mancano solo due giorni all’inizio della campagna de DEL SANGUE E DELLA CARNE.

Ormai sapete dove è ambientato e di cosa tratta, vi manca solo di ordinarlo e farlo vostro.

bookLa campagna di Bookabook si basa sul passaparola rendendo ogni lettore un amplificatore del proprio entusiasmo e della propria sensibilità letteraria..

A questo proposito voglio raccontarvi la storia di un film che molti di voi avranno visto: UN SOGNO PER DOMANI (PAY IT FORWARD) del 2000 con Kevin Spacey, Helen Hunt e Haley Joel Osment.

E’ una storia toccante, ma non sentimentale. IL bambino, impersonato dall’attore de “Il sesto senso”, riceve un compito a scuola; come cambiare il mondo con una idea. Il bambino escogita un modo per diffondere esponenzialmente l’altruismo. Se ogni persona aiuta almeno tre persone che a loro volta aiuteranno tre persone e così via, il mondo, in breve tempo, diverrà più empatico e “buono”. Rapidamente la sua idea si diffonde in buona parte d’America.

Sfrutto la bella idea del film a mio favore, mi perdonerete.

Se ognuno di voi trasmetterà il piacere di leggere il mio libro, quasi come fosse il vostro, ad almeno tre persone e a loro volta ad altre tre, allora raggiungeremo presto il numero necessario per la pubblicazione. Parlo al plurale perché questo libro sarà anche, un pò, vostro.

« Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto, ma deve essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro… e loro la fanno per altre 3 persone… »

Vi ringrazio sin da ora e ci risentiamo il 21 agosto per l’inizio della campagna.

Per motivi logistici non pubblicherò qui il link di acquisto, quindi chi vorrà potrà contattarmi privatamente alla mia mail:

rambentivoglio@hotmail.it

3 persone

 

News letterarie Bookabook – 2a parte

bramitoContinuamo alla scoperta del mio nuovo romanzo. Non posso ancora svelare troppi dettagli, ma vi do qualche dritta su dove è ambientato e cosa troverete nelle sue pagine.

La storia si svolge in Estonia, nella sua sublime Natura selvaggia.

Uno dei protagonisti della vicenda è il Cervo Rosso, uno dei più maestosi esemplari della sua specie e re incontrastato della foresta estone. Molti cacciatori, da tutta Europa, giungono lì per dargli la caccia da settembre a ottobre, durante il periodo del bramito proprio quando cerca una compagna per accoppiarsi.

Dal sito

https://www.cacciainestonia.com/caccia-al-cervo-rosso/

potete approfondire metodi e strategie.

Il romanzo sfrutta la scenografia baltica per sviluppare la sua trama e la caccia al Cervo, al di là di ogni giudizio etico, è strettamente legata alla vicenda del protagonista e alla sua evoluzione come uomo.

Nei prossimi articoli approfondiremo altri aspetti del testo.

Buon Ferragosto e buona lettura!

News letterarie con Bookabook

bookabookBen ritrovati cari lettori, compagni di viaggio, scrittori e amanti dell’avventura. Dopo un tempo di silenzio (stavo preparandovi una sorpresa) ecco che vi annuncio, con immensa felicità, che sta per iniziare un nuovo progetto editoriale che vi coinvolgerà in prima persona.

Perché?, direte voi!

Detto fatto!

Conoscete l’editore Bookabook? Io l’ho scoperto a Milano per caso e mi è subito piaciuto. Per fortuna anch’io sono piaciuto a loro, decidendo di collaborare per il mio nuovo romanzo.

Per l’editore è importante il libro quanto il riscontro che potrà avere col pubblico. Siamo sinceri, uno scrittore senza pubblico è uno scrittore a metà. Scrivere per se stessi è bellissimo ed è quello che ho sempre fatto, ma avere un pubblico eterogeneo che ti segue e che ti apprezza è molto più soddisfacente. Bookabook considera anche questo aspetto e il suo metodo di pubblicazione segue questa linea.

Creare uno zoccolo di lettori prima dell’uscita del libro aiuta a diffondere meglio il romanzo e a farne parlare alla gente.

libriBookabook crea una campagna di Crowdfunding dove per 120 giorni si pubblicizza l’uscita del romanzo coinvolgendo direttamente followers e potenziali lettori. Ogni lettore diventa una cassa di risonanza per altri lettori per diffondere il più possibile il progetto.

Al raggiungimento di almeno 200 preordini del libro, il testo verrà pubblicato…

Per ora credo di essere stato esauriente.

Ecco il link diretto dell’editore per approfondire!

Che cos’è Bookabook?

crowd

Nei prossimi articoli vi racconto del libro…

Stay tuned!

Meditazione sopra il Cristo morto del Mantegna

Cristo-Morto-Mantegna

E’ un uomo morto.

Disteso su un letto freddo e asettico.

La prospettiva raggela l’animo che è turbato alla sua vista.

Non è che un uomo. Tutta la sua umanità, dignità, divinità sono ormai un ricordo. Potrebbe essere un corpo su un lettino da autopsia se non fosse per la pelle squarciata nei piedi e nelle mani che ci ricorda chi è stato e come è morto.

E’ un uomo come tanti, morto come tanti, prima e dopo di lui.

Quel corpo inerte e immobile potrebbe toglierci ogni speranza sul senso della vita. Le lacrime delle due donne accanto a lui ci ricordano il dolore della perdita che noi tutti abbiamo vissuto almeno una volta nella vita.

Quel senso di impotenza che abbiamo di fronte a quell’uomo martoriato e ucciso ci fanno sentire intrusi in quell’angolo claustrofobico che è la cornice della sua deposizione.

Se l’uomo si fa carne per poi morire, dio si fa arte sublime, suprema per glorificare il significato dell’esistenza.

L’arte ha immortalato un senso di abbandono che può essere vinto solo con la contemplazione della morte.

MEMENTO MORI.

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Per vivere in eterno bisogna morire.

La materialità e la finitezza di questo corpo sono solo il ricordo di ciò che è stato e non di ciò che sarà.

Fingere che la morte non faccia parte della vita è un’illusione di questa realtà progressista e senza dio.

Anche questo cristo morto sembra abbandonato a se stesso, nemmeno le lacrime dei vivi possono ridestarlo.

Si è liberi dalla morte solo quando la si accetta, le si prende la mano e la si fa compagna di vita.

Non si ha più paura di quello che si conosce.

Anche cristo ha dovuto conoscere la morte fisica per poter annunciare la vita.

Tutto quel dolore è solo un ricordo.mantegna-pasolini-decameron-1

Il corpo giace immobile, mentre l’anima ha ripreso il volo libera dai pesi corporali.

Questo cristo, che più morto non si è mai visto, è il nostro lasciapassare per l’eternità.

Ramsis D. Bentivoglio

Gian Maria Volonté

volonte_mod_WEBIl Bistrò del Tempo Ritrovato, a Milano, ha proposto una conferenza sul nuovo libro biografico su Gian Maria Volonté scritto dal torinese Mirko Capozzoli.

Il volume abbraccia tutto l’arco narrativo e di vita del grande attore torinese, nato a Milano, vissuto un po’ in Francia, studente a Roma, esule di nuovo in Francia e in sudamerica e morto in Grecia intersecando, abilmente la vita pubblica e privata perché, per Volonté l’essere attore coincideva esattamente con il suo essere uomo. L’artista e l’uomo, in lui, erano coerenti nella medesima figura.

Close up of italian actor Gian Maria Volonté

Portrait of italian actor Gian Maria Volonté, unkempt, looking to the photographer with a half smile. Opatija (Croatia), 1970.

Capozzoli ha sfruttato il Fondo Volonté a Torino per recuperare materiale inedito e intervistare Carla Gravina, la sua seconda moglie, Giovanna, la sua unica figlia, quindi la terza moglie e altre figure quasi mai interpellate. Per scrivere una biografia sul personaggio Volonté Capozzoli ha fatto un lavoro di cesello e intarsio degno di un restauratore, nonostante periodi bui o poco conosciuti come quelli dell’esilio in Francia e del suo chiaro sostegno alla fuga dei compagni comunisti condannati in Italia.

Quello che ha incuriosito e coinvolto di più la discussione e anche l’assemblea presente è stata la sua apparente incoerenza tra il suo essere comunista, quindi sostenitore della classe operaia alla quale, evidentemente, non apparteneva, e il suo essere artista ben pagato.La-Maddalena

C’è da dire che Volonté, a dire di Capozzoli, è stato uno dei comunisti/artisti più coerenti d’Italia. Ha rifiutato grandi film e grandi compensi per mantenere il suo ideale, ricevendo pur tuttavia critiche feroci. Rifiutò Metti una sera a cena di Patroni Griffi del 1969, rifiutò Il Casanova di Fellini per ben 400 milioni dell’epoca e, su tutti, rifiutò le sirene di Hollywood. Non è mai stato per arroganza che ha rifiutato premi e mondanità.

In Italia abbiamo questa insana abitudine di definire chi è comunista e chi è capitalista. Il primo deve essere povero e operaio, il secondo deve essere ricco e di destra, possibilmente menefreghista e arrogante. Ai tempi di Volonté la divisione era molto più netta e le persone ci credevano e non è ridicolo pensare che lo stesso attore fosse fermamente convinto di quella idea. Così facendo, soprattutto oggi, si ritiene che uno che guadagna tanto debba essere di destra e uno che fa un lavoro più umile debba schierarsi con i comunisti, se questa parola ha ancora senso. La divisione delle mansioni non esiste più e anche ai tempi di Volonté era solo un modo per creare disparità ulteriori. Se il concetto fosse stato giusto allora un talento come Volonté avrebbe dovuto guadagnare poco per essere coerente, ma l’artista richiede un finanziamento maggiore per essere credibile e far bene il suo lavoro. L’artista ha necessità di isolarsi e solo il denaro dà questa possibilità. E’ banale considerare l’artista come un manovale e ancor più banale è pensare che sia un dio, come oggi in molti pensano. E’ solo un uomo che ha l’onere e l’onore di elevare il grado spirituale dei suoi simili. Di arte ne hanno bisogno tutti, senza ipocrisie.

indagine-su-un-cittadino-al-di-sopra-di-ogni sospettoLa bellezza la crea solo l’arte e non esiste ingiustizia ad essere pagati di più e meglio per un lavoro intellettuale che ha lo stesso dispendio di forze di qualsiasi altro lavoro. Volonté si sentì in colpa di essere ricco e cercò sempre di condividere, con chi ne aveva bisogno, il suo denaro, lasciando quasi niente in eredità.

Per essere ricchi non bisogna essere intelligenti, ma per mantenere la ricchezza e valorizzarla con le persone che si amano richiede una mente onesta e brillante. Volonté, anche se non si condivide la sua linea politica, ha ammaliato con la sua recitazione tutti, tanto che in America è considerato il più grande attore italiano di sempre. L’arte supera le barriere sociali e politiche e la continua, ancora oggi, bagarre sul comunista ricco è alquanto inutile e deleteria.

Perché, ad alcuni, dà tanto fastidio che un artista, anche di sinistra, guadagni tanti soldi? Forse è l’invidia o un senso di inferiorità e malignità insito nell’italiano medio che cerca la strada più semplice per arrivare al successo. Chi, come Volonté, ha sofferto non poco per arrivare al suo livello non può provocare una gelosia così stupida e abietta solo perché ha cercato di essere coerente con se stesso. Si può essere ricchi e comunisti. Si può essere di destra e poveri. Si può essere di destra e generosi, comunisti e ottusi, comunisti cattolici, di destra e omosessuali, artisti apolitici etc…

j4cbFhoC7A7ONeM9oln1hJ0U74AL’arte dovrebbe unire e non dividere. Volonté, ancora oggi, a 24 anni dalla morte, divide e unisce con grande imparzialità chi lo ama e chi lo disdegna, ma il personaggio Volonté è molto più complicato di così e il libro di Capozzoli è un ottimo motivo per approfondirlo e cercare di capirlo meglio.

L’uomo Volonté era ed è davvero un Attore Contro.

Ramsis D. Bentivoglio

San Va-lentino

Canzone di San Valentino

Ho un prurito al cuore,

ho una spina conficcata nel fianco,

è stato il tiro maldestro di un sinistro Cupido stanco!

Stavo così bene nella mia insolita solitudine,

accasciato ai piedi del monumento dell’Amore Ignoto,

innominato tra i peccati mortali,

figlio di un dio immortale,

che non si fa gli affari suoi,

‘mortacci sua,

e insidia le vite altrui con quelle frecce avvelenate!

Se scopro chi gli ha regalato l’arco

glielo rompo in testa, all’istante!

Qualcuno ha detto,

Dio li fa e insieme si accoppano!

Magari..! e pure questo santo Valentino,

morto decapitato e martirizzato,

cosa c’entra poi…?

Meglio le orge dei Lupercalia…!

Sì, esatto, non scandalizzatevi,

i romani erano meno romantici e più pratici!

Che farete il 14 febbraio?

Brivido alla schiena, mani sudate, lingua felpata…

Arrossiscono, fremono di ardore…

mi sveglio e penso a lei…

le mando un SmS con cuoricini carini,

cagnolini… TVTTB”

…che non sai neanche scrivere…

cosa sei? Un dannato sumero analfabeta?

lei mi risponde UNMONDIBEN…

palloncini, gattini amorosini…!

Perché non vi nascondete

TRE METRI SOTTO TERRA!

un salto dal fioraio,

fuori orario,

con un mazzo di rose rosse,

dispari, a gambo lungo,

senza spine…

…e un etto di pesce e vongole..”

Guarda che non sei al supermercato!

Pago i fiori con carta di credito,

mi impegno l’anello di famiglia,

e accendo un mutuo,

un cero alla madonna…

le ho pagate 200 volte il prezzo dignitoso,

meglio i 200 volt di corrente…

ma per amore

si paga anche l’hotel a ore!

prenotato ristorantino,

fighettino, molto carino…”

Posso avere un fido in banca?!

Vino rosso, carne al sangue…”

NOOOOO…. è vegana…

tutto bio e insapore,

ci pensa l’amore a dare sapidità…

Aspetta, devo aprire il vocabolario…

ma come parli?!

Pago e non mangi un caspo di insalata di niente…

No eh…! sono a dieta!

Me lo potevi dire prima??

Mi risparmiavo un rene!

Ma hai salvato il fegato, per un sera!

Non vorrai sempre e solo mangiare

pizza, pasta, piadina, birra, coca,

cinese, fiorentina…

olio di vaselina..!

Ti devo insegnare tutto?

L’amore regge..

l’intimo è stato scelto con cura,

pizzo da strappare con i denti…

prima me li lavo, è meglio!

Tutta questa fatica,

t’amo, t’amo, odi et amo pio bove…!

questa fatica per arrivare allo stesso risultato di tutti gli altri santi giorni…!

Cos’è? Non mi ami?

Certo, come non mai… più di ieri e meno di dopodomani,

domani dormo, scusa!

Il rendez vous termina con la bava e la pennica!

Lo stomaco borbotta,

quei due stuzzichini di carote lesse

e plateau di timballo di verdure croccanti al vapore

sono svanite con i ri-morsi al pizzo…

in cucina c’è ancora della pizza…

forse stavo meglio da solo…

Maledetto Cupido e Valentino,

non potevi rimanere morto?!

Choose Love – film documentario di Thomas Torelli

choose-love-1Thomas Torelli, regista romano, autore dei fortunati Un altro mondo e Food ReLOVution, sta presentando il suo nuovo progetto documentaristico, dopo 3 anni di lavoro, sul valore dell’amore e del perdono: Choose Love.

Nella tappa milanese del suo tour promozionale, Thomas ha parlato, al termine della proiezione, dell’intensità e del coraggio di voler diffondere un messaggio di speranza in un periodo di forti acredini sociali e lotte fratricide. Parlare d’amore oggi è un vero atto rivoluzionario, agire per amore invece che per odio comporta una forza interiore che ancora in pochi sanno di avere.

Mandela, come mostra il film, è stato l’esempio più evidente del secolo scorso. 27 anni di torture e di carcere non potevano avere vendetta. Mandela ha scelto il perdono vero. Quel dolore poteva essere lavato solo con l’amore e così ha guarito se stesso, ma soprattutto, i suoi carnefici.

Il film cerca di spronare, anche con testimonianze scientifiche, al ragionamento. I sentimenti negativi provocano solo altra sofferenza. Il motto di Gesù, porgi l’altra guancia, non vuol dire rendersi ancora una volta vulnerabili, ma offrire una risposta diversa da quella che ha ricevuto l’offesa. Non rispondere, cioè, al male con il male. C’è più dignità a saper perdonare che a condannare. Ma perdonare non vuol dire dimenticare, significa lasciar andare il passato, integrarlo nel proprio presente e proseguire con un’altra visione e un altro spirito.

un altro mondo----cover

La vita è responsabilità di chi la vive, non esiste colpa, non esistono vittime né carnefici perché se ognuno è responsabile di sé allora anche le disgrazie e le fortune sono opera del proprio destino e del proprio desiderio. Se vogliamo avere il merito di quello che nella vita valutiamo come positivo, perché non credere che anche le presunte disgrazie siano nostra responsabilità? Fin’ora scaricare la colpa ci ha alleggeriti di un peso, ma non ci ha guarito. Choose Love ci indica una strada diversa: ogni scelta comporta un effetto. Anche la scienza lo dice e non solo da ora. Test medici hanno dimostrato che il cervello emette e riceve onde che influenzano chi ci sta attorno. La Terra è un organismo con tanti frutti quanti sono gli uomini e questi frutti sono interconnessi tra loro. Quello che coinvolge un altro essere umano ci riguarda tutti. Scegliere l’amore, sempre, è il modo migliore per diffondere fraternità e positività.

Il film si tiene lontano da stereotipi sociali o politici, ma parla al cuore delle persone.

Si può non condividere tutto quello che i protagonisti del film dicono, ma si può ragionare, con il cuore aperto, su cosa convenga di più fare, agire per amore o per odio. È semplice capire quale sia l’unica strada percorribile per un futuro più umano e di unione vera. La diversità tra persone rimane, ma il fil rouge che unisce tutte le anime sulla Terra è l’amore.

Il dibattito ha fornito spunti interessanti, soprattutto sul divulgare il messaggio nelle scuole e fin dalla tenera età ai bambini, veri e sinceri custodi del messaggio amoroso dell’esistenza. Il bambino non ha filtri e capisce subito che la bontà provoca un sentimento d’amore senza uguali.

choose-loveThomas si schernisce di non voler essere un vero guru, ma i suoi film provocano un dibattito interiore che pochi film sanno creare. Thomas è più di una goccia nel mare dell’informazione e il suo contributo, da anni, ci regala emozioni uniche.

L’amore non può essere imposto, ma come ogni altra cosa, va coltivato giorno per giorno. Amare è forse la cosa più difficile da fare, va contro l’ego e l’orgoglio che il mondo e la società di insegna a perseguire. Gesù stesso portò un messaggio di amore e venne ucciso. Duemila anni dopo, forse, è ora di mettere in pratica, ognuno nel proprio piccolo, una sincera rivoluzione interiore per rompere le maschere dell’ignoranza e della paura.

Qui il link con le successive date della proiezione del film.

https://www.unaltromondo.net/tutti-gli-eventi/

 

Sulle donne per gli uomini

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La donna, a meno che non vi abbia generato, non è vostra madre, non è un surrogato della stessa e non vi ama a prescindere. La donna che amate non è lì per nutrirvi o tenervi la fronte quando state male. La donna al vostro fianco non è un semplice oggetto del desiderio fatto arrivare da chissà dove al vostro servizio e così non lo siete voi per lei. La donna a cui augurate la buona notte, che vi stringe a sé nel letto, che vi ama, che si muove con voi è un essere spirituale e carnale allo stesso tempo e così deve essere nutrito. Non date per scontato che vi ami solo perché le siete accanto o la riempite di regali. Non lesinate attenzioni, ma non siate appiccicosi. Siate presenti nella sua gioia e nel suo dolore, soprattutto quando questi sentimenti non riguardano la vostra presenza. Amate la donna che vi stringe la mano per strada, che appoggia la sua testa nell’incavo del vostro braccio, che ama essere stretta e presa dalle vostre grandi e forti mani, che ama essere guardata negli occhi con intensità, che non vi nega sorrisi, parole dolci e attenzioni. Amarla vuol dire sentire il suo cuore battere per voi, fremere per voi, vibrare con e per voi. Se esiste un dono fatto all’uomo è sicuramente questo. Le sue mani sul vostro corpo sono terapeutiche, stimolano centri del piacere che in altro modo non verrebbero attivati. Il suo odore, i suoi capelli, la sua pelle riempiono il cuore.

Quando si ama, il cuore si apre al piacere ma anche alla sofferenza. La freccia di Cupido, quando fa breccia nel cuore, ha il doppio potere di farti amare ma anche di farti soffrire. Il dolore nasce quando manca questo connubio. Il dolore è mancanza, mancanza di qualcosa. Ogni uomo che ha amato ed è stato amato può entrare dentro il proprio cuore e scoprire cosa l’ha fatto soffrire di più, ma sicuramente sentirà mancanza.

Una donna ama sempre, ma in maniera diversa. Una donna non farebbe mai una guerra, non manderebbe mai suo figlio a morire per un finto senso del dovere, non farebbe crollare un nemico solo perché tale, non manderebbe il pianeta al collasso solo per accumulare soldi, potere, prestigio e carriera. Ogni donna sente la vita, l’amore e il dolore con lo stesso pathos, con lo stesso coinvolgimento interiore.

Non siamo uguali, noi uomini alle donne. Da loro possiamo imparare molto.

Amate le donne. Amarle vi rende migliori, più sensibili e meno egoisti. Condividere la vita con la donna che vi ha scelto, perché tanto è sempre così, è la donna che vi sceglie e se credete il contrario è perché vi ha fatto credere così, è una legge di Natura, ma non succede niente, il nostro orgoglio non ne perde, anzi…, condividere quindi la vita con la vostra donna vuol dire appartenere a qualcuno, nel senso più intimo del termine. Ogni vostra cellula si riempie della sua e viceversa. L’amore sussiste a molte difficoltà, ma se lo coltivate crescerà rigoglioso e si auto alimenterà. Il mito della creazione di Adamo ed Eva non ha senso se non lo vediamo dal punto di vista dell’amore. L’uomo nasce dall’amore della donna. La donna non può nascere dalla mancanza dell’uomo. La donna creatrice emana amore e vita.

Mi piace pensare che ogni uomo abbia la sua metà da qualche parte sulla Terra e come piccole lanterne che illuminano poco attorno a sé, le anime siano alla ricerca della scomparsa gemella, e che si trovino un giorno per vedere quanta luce emanino assieme e cosa ci sia al di là dei limiti che da soli irradiavano.